Lavagne elettroniche al Sud
Aprile 1st, 2007 by AdministratorDa pochi mesi in 550 scuole del sud vengono (o dovrebbero essere) utilizzate in classe le lavagne elettroniche, già sperimentate con successo un USA, Canada,Regno Unito e Lombardia.
Lo sforzo organizzativo ed economico è stato notevole: sono stati acquistati circa 6000 portatili Acer (non dei migliori, purtroppo), circa 1650 video proiettori (con una risoluzione di soli 800×600) ed altrettante lavagne elettroniche Smart (buone!).
6000 i docenti interessati alla sperimentazione, per metà insegnano italiano e per l’altra metà matematica, nella prima classe delle superiori.
Tutti i docenti sono stati sottoposti a corsi di formazione, sia per testare la piattaforma di elearning (farraginosa ed inutilmente complicata), sia per approfondire tematiche didattiche inerenti all’uso della lavagna elettronica in classe.
I corsi di formazione, per la parte didattica, sono gestiti dall’Indire, attraverso la piattaforma PuntoEdu e ricorrendo all’aiuto di decine di etutors.
Fin qui i dati dell’operazione. Le attrezzature sono state consegnate alle scuole, che avranno tempo fino a dicembre 2007 per utilizzarle acquistando unità didattiche online, grazie ad un finanziamento di 8000 euro per scuola.
E questa è sicuramente la parte dolente di tutto il progetto. L’intenzione del ministero era quella di stimolare il mercato editoriale, in maniera da avviare una produzione di contenuti digitali di qualità. I risultati sono a dir poco ridicoli. Gli editori si sono infatti limitati, quando è andata bene, a trasporre in digitale vecchi contenuti cartacei. Questo hanno fatto le sigle editoriali più blasonate. Va steso invece un velo pietoso sulla produzione di altre sigle più giovani, che hanno avuto solo il merito di fiutare l’affare e che probabilmente porteranno a casa un bel bottino.
Di questa parte dell’operazione le scuole faranno sicuramente le spese, sperperando il denaro che forse si sarebbe potuto investire meglio, fissando precisi standar qualitativi, non solo tecnici e formali, ma anche contenutistici.
Tuttavia bisogna aspettare la fine del progetto per esprimersi con cognizione di causa. Tornero quindi sull’argomento.