Aprile 1st, 2007 by Administrator
Se ne parla ormai da un po’ di tempo e non è quindi un oggetto misterioso. Ci riferiamo al social bookmarking, un sistema che consente di socializzare i propri segnalibri, sistemandoli per parole chiave e rendendoli fruibili da tutti, tramite il web.
Il sistema più conosciuto è del.icio.us, in lingua inglese e con una ricchissima libreria mondiale di segnalibri e categorie.
Tuttavia esiste anche un suo equivalente in lingua italiana, con funzionalità essenziali ed efficaci, dotato anche di una elegante grafica minimale. Si tratta di Sègnalo, un servizio di Alice, creato da Merzia srl. Basta iscriversi per effettuare il primo login e caricare sul browser un comodo pulsante, che consentono di salvare i segnalibri che ci interessano. Non appena, navigando su Internet, incontriamo un sito da segnalare, è sufficiente cliccare sul pulsante “Posta su Sègnalo” e si aprirà un modulo nel quale sarà possibile inserire una descrizione del link ed associare alcuni tag, parole chiave che identificano il contenuto.
Ottimo il sistema che consente di ordinare i tag: basta far seguire l’URL della nostra lista di Sègnalo da uno “/” e quindi dal tag.
Un esempio immediato potete farvelo navigando nella mia lista: http://segnalo.alice.it/isitidelprof . Qui sto riunendo tutti i siti che ritengo utili per le mie attività didattiche. Agli studenti segnalo l’URL seguito dal tag che identifica l’argomento; per una ricerca sulla Cina, gli studenti digiteranno questo indirizzo: http://segnalo.alice.it/isitidelprof/cina ; mentre invece per una ricerca sul Goldoni, andranno al seguente indirizzo: http://segnalo.alice.it/isitidelprof/goldoni .
E’ un sistema semplice, funzionale e veloce, per raccogliere risorse didattiche on-line. Lo consiglio a tutti i docenti.
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Aprile 1st, 2007 by Administrator
Da pochi mesi in 550 scuole del sud vengono (o dovrebbero essere) utilizzate in classe le lavagne elettroniche, già sperimentate con successo un USA, Canada,Regno Unito e Lombardia.
Lo sforzo organizzativo ed economico è stato notevole: sono stati acquistati circa 6000 portatili Acer (non dei migliori, purtroppo), circa 1650 video proiettori (con una risoluzione di soli 800×600) ed altrettante lavagne elettroniche Smart (buone!).
6000 i docenti interessati alla sperimentazione, per metà insegnano italiano e per l’altra metà matematica, nella prima classe delle superiori.
Tutti i docenti sono stati sottoposti a corsi di formazione, sia per testare la piattaforma di elearning (farraginosa ed inutilmente complicata), sia per approfondire tematiche didattiche inerenti all’uso della lavagna elettronica in classe.
I corsi di formazione, per la parte didattica, sono gestiti dall’Indire, attraverso la piattaforma PuntoEdu e ricorrendo all’aiuto di decine di etutors.
Fin qui i dati dell’operazione. Le attrezzature sono state consegnate alle scuole, che avranno tempo fino a dicembre 2007 per utilizzarle acquistando unità didattiche online, grazie ad un finanziamento di 8000 euro per scuola.
E questa è sicuramente la parte dolente di tutto il progetto. L’intenzione del ministero era quella di stimolare il mercato editoriale, in maniera da avviare una produzione di contenuti digitali di qualità. I risultati sono a dir poco ridicoli. Gli editori si sono infatti limitati, quando è andata bene, a trasporre in digitale vecchi contenuti cartacei. Questo hanno fatto le sigle editoriali più blasonate. Va steso invece un velo pietoso sulla produzione di altre sigle più giovani, che hanno avuto solo il merito di fiutare l’affare e che probabilmente porteranno a casa un bel bottino.
Di questa parte dell’operazione le scuole faranno sicuramente le spese, sperperando il denaro che forse si sarebbe potuto investire meglio, fissando precisi standar qualitativi, non solo tecnici e formali, ma anche contenutistici.
Tuttavia bisogna aspettare la fine del progetto per esprimersi con cognizione di causa. Tornero quindi sull’argomento.
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